Torta di riso o sushi dolce? A voi la scelta!
29 aprile 2009
-Mamma ma ti manca solo la cucina giapponese!
Affermazione ironica delle mie figlie grandi davanti all’ennesimo esperimento culinario, dite che si sono stancate?
Allora le sistemo io! C’ho pensato un po’ su poi…un’idea! Oso e decido di fare uno scherzetto sulla presentazione (solo quella però!) di una ricetta pilastro della mia cucina tradizionale :” la torta di riso Sassolese”.
In ogni famiglia del paese è conservata gelosamente una ricetta di questo dolce,semplice, genuino, adatto anche per chi è intollerante al glutine .
Il suo sapore rassicurante mi fa un effetto “madeleine”, mi riporta indietro con la mente ai miei ricordi da bambina, quando, desiderosa di mangiarmene un pezzo, correvo dalla bottegaia vicino a casa e la Signora Berta me ne vendeva una fetta, a volte me la regalava pure, ero un’amica delle sue figlie, nuotavamo , recitavamo, uscivamo insieme.
Adesso la propongo spesso in famiglia, voglio ricordare alle mie figlie almeno le mie tradizioni ,loro sono per metà sassolesi per l’altra calabresi e vivono a Roma, chissà quali saranno i profumi e i sapori dei piatti che metteranno nelle valige che le accompagneranno nel loro viaggio della vita! Oggi la torta di riso l’ho contaminata : servita in piccoli bocconi, decorati con un po’ di frutta di stagione,un po’ di pupazzetti giapponesi per fare coreografia ed ecco il mio sushi dolce! Divertente, ma le ragazze mi hanno subito “sgamato” – Mamma, è la tua torta di riso!- Una bella risata e poi abbiamo offerto questi bocconcini alle più piccole, che da brave golose hanno preferito la versione con la cioccolata fondente sciolta accanto, eh, le nuove leve!!!
Ingredienti : 150gr di riso da minestra (es originario) 1 lt di latte intero,150/170gr di zucchero,3 uova intere,3/4 cucchiai di liquore Sassolino (se non si ha si può anche omettere o sostituire ad un altro liquore aromatico) la buccia di un limone bio.
Fate bollire il latte con la buccia del limone tagliata grossa (poi è da togliere) versate il riso e fare cuocere mescolando perchè non si attacchino i chicchi , per circa 8/9 min. Spegnete, aggiungete lo zucchero e fatelo sciogliere bene, poi unite il sassolino, e una volta tiepido rompete le uova una alla volta. Versate la crema, che sarà molto liquida, in uno stampo per tortiere di circa 22cm di diametro,ben imburrato o rivestito da un foglio di carta da forno bagnato e strizzato. Ed ecco che viene la particolarità di questa ricetta, dovete fare riposare il composto almeno due ore prima di cuocerlo. In questo modo il riso si depositerà sul fondo e la crema , una volta cotta, sarà sulla parte superioere della torta, due consistenze per un unico dolce. Dopodichè potete cuocere la torta nel forno con modalità statica, a 170/180° per circa un ora (controllate anche un po’ prima) fino a quando noterete che la crema si sarà rassodata. Quando la togliete dal forno copritela con uno strato leggero di zucchero e aspettate che si raffreddi .
Potete servirla con una composta di frutta fresca, fragole, mirtilli e lamponi se volete rimodernare la tradizione o mangiarla nella sua semplicità…chiudendo gli occhi!!
Tag: torta di riso, torta senza glutine
Categorie: Rubriche-simply the best, dolci e torte, non solo per i bambini, senza glutine







<!--:it-->Cosa stanno/stiamo combinando con ciuffi verdi e carote??<!--:-->
29 aprile 2009 at 07:57
Questo dolce è fantastico, la tua rivisitazione con la frutta anche.
Assolutamente da provare e tenere in giusta considerazione!
Freddo di frigo una meraviglia.
Qui a Sassuolo c’è chi chi mette le mandorle tritate, chi monta le chiare, chi fodera la torta con la pasta frolla, chi non aspetta le due ore e inforna subito e la torta non “crema”.
Io fra tutte preferisco la versione che hai dato tu. In fondo nasce in modo semplice per una cucina semplice come quella contadina. Ricordo la nonna che ci viziava con il riso dolce al latte bello bollente.
A un happening di artisti Fluxus in campagna da nostro zio, l’ho offerta al mio pediatra celiaco dicendogli che poteva stare tranquillo, no danger, latte e riso…
Poi, giuliva ed euforica (mi stavo divertendo un mondo tra artisti, fidanzati degli artisti, tigelle e lambrusco) mi sono vista quando con calma in casa spargevo la farina sul fondo della teglia per non rischiare che la torta si attaccasse…
Dici che mi abbia perdonato?
29 aprile 2009 at 08:33
Anch’io nella memoria della mia infanzia ho al torta di riso: dolce o salata. Mia madre era ligure e anche da lei era una tradizione. Io naturalmente preferivo quella dolce. Mi stupisci sempre con le tue bellissime foto, sei bravissima, ciao, p
29 aprile 2009 at 09:43
semplicemente F A N T A S T I C A !!!!! solo leggendo la ricetta mi e’ venuta l’acquolina in bocca….. E poi l’originalita’ della cottura in forno …mai fatta cosi’. La provero’ appena possibile.
un bacio
29 aprile 2009 at 09:48
Il mix di tradizioni e sapori delle tue figlie, deve esseree altamente esplosivo: sapranno maneggiarlo con cautela …
Non conoscevo questa torta e l’antica tradizione che vi è dietro: la presenza del riso e le due consitenze che si stratificano da sole, è a dir poco eccezionale.
@mannu: ti avranno perdonata senz’altro … sei irresistibile!!!
29 aprile 2009 at 09:51
scusa correggo: la cottura in forno la facevo ma nn mi si separava la crema dal riso e quindi mi piace l’originalita’ del procedimento….
29 aprile 2009 at 13:06
Questa la faccio sabato… e stendo mia suocera!!!
In senso buono, è una golosona e apprezza la mia cucina… dovevo sposare lei invece di suo figlio???
Grazie per aver condiviso con noi i sapori della tua infanzia.
29 aprile 2009 at 17:01
l’abbinamento con la frutta di stagione
è una ottima idea,
complimenti!!
29 aprile 2009 at 17:02
ma che bella ricetta. io che son di sassuolo non l’ho mai fatta riposare per due ore! ma la prox volta la farò così e poi farò un sondaggio tra i vari degustatori.
29 aprile 2009 at 17:03
per mannu:
mmma èèè il ppppediatra che ccconosco annnnch’io?
che ridere.
29 aprile 2009 at 18:02
@ chiara: SI’
29 aprile 2009 at 18:05
invitante la foto!!!
quei bocconcini con frutta sono anche bellissimi da presentare
in tavola
ciao
29 aprile 2009 at 18:28
@mannu – brava, hai completato le indicazioni della ricetta! mandorle, chiare a neve, pasta frolla, no attesa (ma no cremina però!), una spruzzatina di sassolino appena tolta dal forno per lucidarla…chi sa altre variazioni me le faccia sapere, così svisceriamo bene l’argomento…grazie. che ridere quando ho letto quando tu, tutta felice e giuliva hai avuto il flash della farina…troppo buffa…ti ho immaginata a scusarti mille volte e a preoccuparti delle conseguenze… Dai non gli sarà successo niente di grave, solo un lungo appuntamento in…bagno!!!!
@extramamma- io la torta di riso salata non la conosco, ma sono sicura che mi piacerebbe anche quella! prima fare la foto mi terrorizzava, adesso mi sto cominciando a sentire più sicura, ebbene si, ci sto anche prendendo gusto! il corso di foto che sto facendo all’UPTER sta cominciando a funzionare!!!
@cristiana – come va il corso, tienimi aggiornata dai! il trucco del riposo lo conoscono in pochi, è il segreto della cremina!!!
@lenny – esplosivo si! tra peperoncino calabrese e dolcezza emiliana non oso pensare…Speriamo bene! E’ proprio una torta di riso speciale, fuori dal comune, che si fa desiderare (vedi il tempo di riposo così lungo) e mangiata fredda sembra quasi un gelato.. Mi manca la vicinanza di mia sorella, ma grazie a questo blog abbiamo trovato il modo per sentirci più accanto, partecipando l’una nelle cose dell’altra, riscoprendo vecchi aneddoti come questo del dottore… che buffa che risate che mi sono fatta!!!
@monica – apro una parentesi – ma sei stata bravissima con i bambini dell’asilo!! hai fatto una bella lavorata, ho visto i bimbi tutti attenti, sono cose che andrebbero fatte più spesso, i bambini dovrebbero imparare fin da piccoli a stare vicino al cibo, a conoscerlo, non limitarsi solo a mangiarlo!!!- Se la proponi a tua suocera sarà un successo, apprezzerà senz’altro questi sapori della tradizione. Tuo marito mangia poco e di poco?? mi sembrava di averlo capito dai commenti ma ora me lo confermi. accipicchia, dobbiamo ricominciare da capo allora?
@chiara -sassolese datti da fare! prova anche questa versione e poi fammi sapere! E’ lui. èèè llluuii!!!
29 aprile 2009 at 18:30
buona!!!!
noi siamo divoratori di dolci
grazie
29 aprile 2009 at 20:12
bella e buona idea!!
grazie dei consigli!!
29 aprile 2009 at 21:09
wow!!!
vado subito a prepararla!!
grazie x le buone ricette
29 aprile 2009 at 22:38
Che carini questi bocconcini! Ho assaggiato questo dolce pochi giorni fa, non lo conoscevo. Proverò a proporlo a casa…
Ciao!
30 aprile 2009 at 07:10
a due strati si presenta besissimo||
grazie dell’idea
30 aprile 2009 at 14:40
L’ho fatta, ed ha un aspetto golosissimo… non vedo l’ora che sia domani.
Mentre la preparavo mi è venuto in mente un dolce cubano, molto simile, però senza uova e aromatizzato con vaniglia oltre al limone e ovviamente spolverizzato di cannella… però questa chicca delle due consistenze è unica!
Sì, il marito è un po’ difficile a tavola… anzi non lo sarebbe se io gli facessi sempre le quattro cose a cui è abituato, ma… è cascato male
io adoro sperimentare!
I bimbi all’asilo sono sempre più entusiasti delle “lezioni” di cucina, hanno imparato a impastare, stendere, mescolare… il problema ora son le mamme che si sentono chiedere “possiamo fare i biscotti oggi? posso cucinare con te?” … temo una rivolta ;(
Buon fine settimana
1 maggio 2009 at 12:14
preferisco la dizione suchi dolce fa più in , ma resta il fatto ch ehai fatto una bella preparazione
1 maggio 2009 at 17:21
E davvero un tuffo nel passato, l’ho fatta ieri ed e’ buonissima.
2 gennaio 2010 at 15:43
che bella presentazione!!! adoro la torta di riso ma i miei figli no: mi sa che stavolta li frego!!!
com’è andata la trasferta modenese delle vacanze?
ciao da Formigine
19 maggio 2010 at 08:30
Cara Natalia, mi sono gettata entusiasta su questa ricetta, le due consistenze mi intrigavano un sacco…peccato che a me non sono venute!
La torta era bella alta ma la crema che avrebbe dovuto stare in superficie non c’era…..forse perchè ho cotto il riso nel latte senza coperchio e con un fuoco piuttosto alto? Così ho fatto evaporare quasi tutto il latte?
Riproverò comunque non sono una che molla subito…
Bacioni da Firenze
19 maggio 2010 at 17:46
@letizia,- come hai fatto a far evaporare un litro di latte con solo 150gr di riso? potevi anche non mettere il coperchio, il fuoco però non va tenuto alto ma è sufficiente raggiungere un leggero bollore, il riso va cotto solo 8/9 min. avrai un composto liquido, liquidissimo, al quale dovrai aggiungere non appena intiepidito le uova. anche adesso avrai un composto sempre liquido che dovrai versare nella tortiera ben imburrata. da come mi dici il tuo composto era già solido ancor prima di cuocerlo quindi ci sarà stato un passaggio non proprio ….giusto! ripensa mentalmente e …riprova spero di averti chiarito un po’ più le idee!!! baci
5 giugno 2011 at 08:07
Carissima l’ho (ri)fatta e postata oggi